Castello dei Carafa 

Il cosiddetto Castello dei Carafa, u costruito intorno al 1200 ed è a strapiombo sul torrente Gallizzi a Gioiosa Ionica nel cuore della Locride.  Il castello proprietà dei Carafa fino al 1559, venne acquistato insieme alla città per 12.000 ducati da Don Gennaro Caracciolo. dopo il terremoto del 1638, fu restaurato del Marchese Francesco Caracciolo. Nel 1800 dai Caracciolo il castello passò ai Pellicano, che ancor oggi sono gli attuali proprietari. Possiede due torri, un cortile, un fossato ed un palazzo cinquecentesco annesso, già dimora dei feudatari. Tale edificio ha costituito il primo nucleo abitato della comunità gioiosana. Durante le continue incursioni dei Turchi del XVI  secolo il Castello dei Carafa venne collegato con Torre Elisabetta, con Torre Galea e con Torre Spina, poste a un miglio di distanza l'una dall'altra.

Castello dei Carafa

Le invasioni Turche ed il ruolo del Castello dei Carafa

Durante il periodo delle invasioni Turche, verso la meta del 1500 fu apprestato un avanzatissimo sistema difensivo per l'epoca un sistema straordinariamente articolato per controllare le coste. La vecchia Torre Boracca fu ripristinata, restaurata e messa in collegamento con Torre Galea e altri due nodi di vedetta, Torre Elisabetta (o Torre dei Giardini) e Torre Vecchia. Il Castello dei Carafa era il punto centrale della rete di difesa che era cosi costituita da quattro torri a circa 1,5 km di ditanza l'una dall'altra ed il Castello.

Torre Galea

Anche detto Torre , è un esempio unico di fortilizi in Calabria è Torre Galea, una fortificazione risalente al periodo della dominazione Aragonese. Nei pressi del centro di Marina di Gioiosa Ionica all'interno del vecchio feudo della Galea, da cui prende il nome, si erige questa Torre costruita intorno al 1490 da Cola Iacopo Romano, nobiluomo di Sorrento, investito dal titolo di barone di Abbate Henrico dal re di Napoli Ferrante I d'Aragona. L'edificio è composto da tre Torri, due a pianta  semicilindrica situate a Nord e Sud con lo scopo di difesa ed offesa del fortilizio da cui la presenza di beccatelli in pietra alla sommità ed una a pianta quadrata munita di ponte levatoio a scopo di dimora feudale.

Torre Cavallaro (Torre Borraca o Torre di Spina)

Il nome della torre proviene  dai due cavallari i sorveglianti a cavallo che dovevano segnalare al torriero l'eventuale approssimarsi del nemico. La Torre risalente al XVI secolo è una fortezza di forma cilindrica, costruita in muratura ordinaria con calce e pietrame, nel suo tessuto edilizio è incorporato materiale proveniente dall'adiacente teatro greco-romanoLa Torre era in collegamento visivo con gli analoghi appostamenti difensivi dei centri costieri vicini, come la Torre dei Tamburi di Siderno, la Torre Pizzofalcone di Roccella Ionica e la Torre di Camillari presso Caulonia.

Torre Vecchia e Torre Elisabetta (Torre Giardini)

Oggi rimangono solo i ruderi delle altre due torri, entrambe sono andate distrutte durante il terremoto del 1638 .